Nei giorni scorsi ho riferito agli amici fidati

Fortissimamente volley

Stavo appunto meditando sulle stranezze del tifo, luned sera, dopo avere assistito in video all spogliarello genoano a Marassi; solo che non riflettevo nella tradizionale posizione del pensatore, con la fronte sul pugno e il gomito sulla coscia, bens pi arditamente sporgendo il mio periclitante baricentro dalla balaustra del palazzetto del CUS di Pavia, tanto sudato quanto afono, al tie break della finale del torneo intercollegiale di pallavolo femminile. La distanza dal campo era minima, allungando le piumini moncler scontatissimi mani con un po di sforzo avrei potuto prendere a sberle gli allenatori. A un certo punto, all sei capace ululato coi palmi a megafono verso l che aveva sbagliato la battuta o commesso invasione di campo o squacquerato la ricezione, una delle riserve del collegio rivale mi ha guardato dritto negli occhi con lo sguardo del vitello condotto al macello. Sono per giunta incontrovertibilmente maschio. Inizio a imbiancare; ingrasso; se mi levo gli occhiali il mondo diventa un quadro di Kandinskij; per nonostante tutta l di mantenere aplomb e spandere posatezza, quando vedo delle signorine in maglia giallorossa che palleggiano (ma anche dei signorini con addosso la stessa maglia che si sforzano di capire come si colpisce un pallone coi piedi) dentro di me si risveglia una sopita tigre Arkan. Sul cuore della maglia giallorossa campeggia lo stemma di Papa Pio V, vincitore di Lepanto, e il suo cognome: Ghislieri. Un po cacofonico anche nella versione aggettivata questo sostantivo nasconde tutta una geografia storica personale e collettiva. Dovete infatti sapere che Pavia, come la Gallia di Cesare, divisa in tre parti. Una parte la citt ordinaria, sonnacchiosa cittadina di provincia regolarmente invasa da limitrofi burini in canottiera per le vasche su Strada Nuova ogni sabato pomeriggio alle tre e dalle zanzare per met dell senza distinzione d L l collocata in moncler saldi outlet un vaso non comunicante (o ben poco) con la citt e costituita https://www.moncleroutlet-i.org tanto dagli studenti d quanto da circa tremila alunni sistemati in collegi statali per il famoso diritto allo studio, oppure in collegi privati e di merito: per restarci di anno in anno devono mantenere la media dei 27/30 dando tutti gli esami senza ritardo. Dal 1567, la terza parte siamo noi; cio il Collegio Ghislieri, dove hanno studiato Goldoni, Zanardelli e troppi altri per essere ricordati, e che dalla mia immatricolazione nel 1998 tendo a chiamare con la prima persona plurale.

L ingessata e contrariata, abilmente camuffata da omelette, aveva avuto la fortuna di non scorgermi nel corso della semifinale, che il mio Collegio aveva giocato contro un celebre convitto del quale mi sfugge il nome. La rivalit con l semifinalista era leggermente pi accentuata risalendo a quattro secoli e mezzo addietro, quando voi non c e ci pesa addosso moncler bambino saldi in maniera tale che gli incroci fra le due Weltanschauung siano sovente pittoreschi. A me, nel corso della famosa semifinale, capitato di ritrovarmi alla balaustra di fianco al rettore di quest edificio prebarocco, il quale essendo sacerdote incoraggiava le sue beniamine con moderazione: Martina (invento i nomi), Graziana Io, attaccato a moncler bambino outlet lui, ero pi oltranzista. Nei giorni scorsi ho riferito agli amici fidati, ma che nulla hanno a che vedere con la mia vita universitaria, il meno peggio di quanto uscito dalla mia bocca a detrimento delle avversarie vestite in blu d e ho notato che costoro hanno repentinamente cambiato la loro antica idea sul mio conto.

Non so quanto ne capisse la controparte blu, visto che alle mie spalle impazzavano tamburi, clacson, matricole travestite da vichinghi, maschere di carta stagnola, cori che reinterpretavano le pagine pi controverse del Kamasutra, braccia che si levavano al cielo per ricadere sugli inguini, l scema a qualsiasi avversaria sbagliasse mezza palla e altre cose che, se le riferissi, potrebbero farci apparire non pienamente decoubertiniani. La semifinale in s stata tirata, con le avversarie che hanno vinto il primo set in rimonta 27 25 per poi perdere in maniera avvincente il secondo e venire triturate al tie break: le nostre variavano di pi sulle ali, le loro cercavano di sfondare sempre dal centro e alla lunga la prevedibilit uccide.

La finale stata pi tranquilla. Un rivalit con le signorine gialloverdi improponibile per troppa distanza fra le date di fondazione dei rispettivi collegi; per giunta erano gi state sconfitte dal Ghislieri nella fase a gironi ed erano visibilmente piumini moncler outlet pi deboli, per quanto molto coreografiche. Anche loro attaccavano soprattutto dal centro, senza considerare che il centro uno ma le ali sono due, e soprattutto che ai lati noi schieravamo una capitana semiprofessionista e una giovine che a incontrarla in borghese non ti aspetti che sia la reincarnazione di Mila e Shiro, roba da far diventare il pallone ovale a furia di ceffoni. In pi dietro c un libero, anzi una libera che ha passato buona parte di semifinale e finale sdraiata per terra a interporre la mano, il pugno, il dito o moncler outlet trebaseleghe l fra le schiacciate degli avversari e il pavimento. arrivata al tie break pure la finale ma solo perch si giocava alle 23 e le nostre signorine, avvezze a orari da cristiane, di tanto in tanto si addormentavano. Hanno vinto il primo set partendo da un parziale di 1 6. Hanno perso il secondo set per manifesta superiorit (propria) e conseguente rilassatezza. Hanno vinto il tie break 15 11 lasciando che le avversarie arrivassero per prime a 8 con un certo vantaggio e poi facendole affondare piano piano, una dolce morte nello sgomento degli spalti avversi che vedevano la frittata afflosciarsi come un souffl qui la domanda: perch io acconsento alla perdita di ogni dignit residua rischiando il trapianto di corde vocali e la denuncia per oltraggio al comune senso del pudore? Sono la stessa persona che quando guarda il Milan resta calmo e tranquillo, outlet moncler consapevole della superiorit pregressa e di conseguenza olimpicamente impermeabile all sconfitta e appena soddisfatto della vittoria come di fronte a un atto dovuto, al minimo indispensabile? (Vabbe quando l aveva vinto il Mondiale mi ero poi ritrovato in piedi su un tavolo a dirigere l di un intero pub di Modena, ma una sottigliezza metafisica). Soprattutto, perch mai cinquanta, cento, duecento (esageriamo) conviventi solitamente pacifici e composti oltre che colti, affidabili e mi auguro futura classe dirigente si tramutano nella Fossa dei Leoni di fronte a innocenti donzelle danneggiate esclusivamente dall di indossare colori sbagliati?

Non saprei entrare nei dettagli della diatriba fra genoani in campo e genoani in curva, ma mi rendo conto che andare a vedere la pallavolo universitaria il grado zero del tifo e pu aiutare a comprenderne dall alcune dinamiche psicologiche. Mica tifiamo per loro perch sono brave, anche se devono essere brave per davvero visto che hanno vinto tutte le partite del torneo e hanno afferrato il trofeo per la terza volta di fila (la capitana sempre la stessa, nell della premiazione serpeggiava una certa noia). Quindi smettere di tifare per una squadra solo perch fa schifo da infingardi e non ha senso, tanto meno richiedere che si levino le maglie per purificarsi. N il fatto che si tratti di pallavolo invece che di calcio ci spinge a comportamenti pi disinteressati: se alla fine del tie break l avesse fischiato il punto decisivo a favore delle avversarie sbagliando di moncler outlet un buon metro l della palla, non credo che avremmo reagito con la signorilit del presidente del Trentino Volley il quale, perso cos lo scudetto contro Macerata, aveva dichiarato che certe cose c e che casomai si sarebbero rifatti l successivo. Quindi se il tifo moncler outlet serravalle esagitato non dipende dalla specialit moncler donna e vi assicuro che in Inghilterra ho visto gente reagire smodatamente mentre il televisore trasmetteva il golf, e dico il golf.

Non tifiamo moncler outlet online uomo per loro come individui, perch se niente niente all di ammissione per i collegi avessero sbagliato e moncler outlet serravalle fossero finite in altre camerate, e di conseguenza in squadre differenti, a parit di talento e magari simpatia piumini moncler uomo sarebbero state piumini moncler trattate con la stessa cordialit riservata alle loro avversarie. Non tifiamo per loro come gruppo, perch un Collegio da duecento posti grande abbastanza perch tizio e caia non abbiano mai modo di conoscersi per bene o parlarsi approfonditamente nonostante che si incrocino quotidianamente; io per primo mi rendevo conto che con mezza squadra avevo scambiato due parole a stento ma se l avesse fischiato una palese ingiustizia contro una qualsiasi di loro, della quale magari nemmeno ricordavo il nome esatto, poi avrebbe dovuto passare sul mio cadavere.

Per cosa si tifa allora? Indubbiamente per la maglia che porta i colori della bandiera che sventola piumini moncler saldi fuori dal Ghislieri nei giorni migliori e per lo stemma cinquecentesco che vediamo riprodotto in ogni formato in ogni corridoio. Per se la stessa maglia fosse indossata da passanti a caso, o da automi, o perfino moncler uomo da giocatrici professioniste che ci garantirebbero vittorie ancora moncler saldi uomo pi schiaccianti, ho motivo di ritenere che il tifo si spegnerebbe fino a cessare. Per scatenare gli ululati e i coretti e i gesticolii e i vichinghi necessario che la maglia sia indossata da persone che ogni giorno vedano ci che i nostri occhi vedono e che, anche senza alcun contatto diretto, sarebbero comunque legate a noi dal filo di una propriet transitiva metafisica. Addossati alla balaustra del palazzetto del CUS di Pavia tifavamo per tutte le persone passate presenti e future che a distanza di anni dormono negli stessi letti e mangiano negli moncler outlet online shop stessi piatti, organizzano le stesse feste e dicono le stesse fesserie di quando avevo vent Tifiamo insomma per la conferma delle nostre vite ed esperienze e sentimenti oggettivata nella presenza di alcuni individui atletici che ci rispecchiano pur avendo vite ed esperienze e sentimenti propri, e che pertanto possono sbagliare e naufragare senza che vengano meno la vicinanza e l anche, nel peggiore dei casi, ingiustificato. Ma forse troppo filosofico, allora mettiamola cos tifiamo per la maglia ma la maglia dev piena di qualcuno, ditelo ai tifosi del Genoa che a quanto pare hanno travisato.

Da sinistra, in piedi: l’allenatore Davide Parietti, Michela Zuffo, Laura Paolucci, Chiara Matelli, Paola Codazzi, l’allenatore moncler saldi in seconda Giuseppe Covato; in ginocchio: Agnese Comelli, Chiara Maria Piva, Caterina Toma, Margherita Boselli, Chiara Gastaldi.

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